Stai cercando di capire, attraverso Google Analytics 4, se l’attività che stai facendo sui social media porta ad azioni di valore. Controlli il pannello di GA4 e scopri che il traffico non è categorizzato – “Direct” e “Other” sono le tue fonti principali e sotto “Paid Social” c’è poco e niente.
Situazioni come queste evidenziano perché è importante comprendere i raggruppamenti di canali predefiniti (o Channel Grouping) di GA4. Questo sistema di classificazione integrato aiuta a spiegare meglio i pattern di traffico web e rende i dati più accessibili agli stakeholder che hanno meno familiarità con GA4.
In questo articolo spiegheremo come funzionano i raggruppamenti di canali predefiniti in GA4, i loro punti di forza e i loro limiti come strumento di reporting e come puoi personalizzarli per adattarli meglio alle tue esigenze utilizzando invece i Custom Channel Grouping.
Partiamo dal Default Channel Grouping
Il raggruppamento predefinito dei canali in GA4 è il sistema nativo di classificazione dei dati, che ordina automaticamente il traffico del tuo sito web in categorie generali e di facile comprensione attraverso gli UTM (i codici UTM – Urchin Tracking Module – sono brevi stringhe di testo aggiunte alla fine di un URL per tracciare con precisione l’origine, il mezzo e la campagna del traffico web).
Invece di mostrare un elenco disordinato di singole fonti di traffico, GA4 utilizza regole integrate per organizzarle in canali predefiniti come “Ricerca Organica” o “Social a pagamento”.
Grazie a questa suddivisione è possibile ottenere una rapida panoramica dei canali di marketing che portano il traffico al tuo sito web e ovviamente ciò rende molto più semplice comprendere a colpo d’occhio da dove provengono i visitatori e, quindi, ad orientare le strategie di marketing.
Ma, se i tuoi UTM non corrispondono a quelli previsti da Google, il traffico verrà inevitabilmente categorizzato sotto “Direct” o “Other”, rendendo di fatto inutile il dato.
Esempi di canali nativi sono “Paid Search”, “Display”, “Referral”, “Email”, “Organic”, ecc.
Esempi invece di domande a cui risponde il default channel grouping sono:
- Qual è la fonte di traffico che porta utenti più coinvolti?
- Quale canale vede la percentuale di utenti di ritorno più alta? E quale la più bassa?
- Di quanto sono diverse le metriche degli utenti che arrivano da traffico organico rispetto a quelle degli utenti che arrivano dai canali a pagamento?
- Convertono di più gli utenti di una specifica fonte rispetto ad un altra?
Ma ci sono dei limiti.
Come abbiamo già detto parlando di UTM, i canali predefiniti di GA4 seguono le regole di classificazione decise da Google, ma queste categorie predefinite potrebbero risultare troppo generiche o non sufficientemente dettagliate per le tue specifiche esigenze di reporting.
Inoltre, GA4 può classificare erroneamente il traffico quando non riesce a capire da dove arriva, causando una frammentazione dei dati.
L’esempio principale è il traffico proveniente appunto da Facebook, che viene spesso registrato sotto diversi referrer: facebook.com, l.facebook.com, m.facebook.com. Se non li unisci in un unico canale ben definito, i tuoi dati sulle prestazioni risulteranno per forza di cose frammentati.
Custom Channel Grouping: cos’è e come funziona
L’aiuto in questo caso ci arriva dal Custom Channel Grouping.
Come si intuisce dal nome, puoi scegliere di creare i tuoi canali personalizzati basati sulle tue esigenze e/o sui tuoi UTM specifici. Oltretutto, i raggruppamenti di canali custom sono retroattivi, il che significa che si possono analizzare i dati storici usando i nuovi raggruppamenti.
I gruppi di canali personalizzati in GA4 sono un ottimo modo per organizzare e segmentare il traffico proveniente da diverse fonti sotto un’unica voce. Ad esempio, si possono utilizzare per approfondire il modo in cui i diversi canali di marketing, che si tratti di campagne sui social media, annunci a pagamento o e-mail, contribuiscono cumulativamente al percorso dei nostri utenti.
Se ben gestiti, possono rispondere a domande chiave come: “Quali campagne e-mail specifiche hanno generato il maggior numero di compilazioni di form?” o “Come si comportano le nostre campagne di ricerca a pagamento (mettendo insieme Google Ads e Microsoft Ads) rispetto alle campagne su tutti social media (Facebook, Instagram, LinkedIn, ecc) in termini di conversioni effettive?”
La cosa importante quando si parla di custom channel grouping è la definizione a monte delle regole di appartenenza a questi nuovi canali e la loro segmentazione.
Ad esempio, un cliente tipo potrebbe voler dividere tutto il traffico da Meta organico da quello a pagamento, lo stesso vale per LinkedIn. Oppure si potrebbe voler dividere il traffico in macro campagne di marketing, come ad esempio “azioni outbound” vs “azioni inbound”.
Le possibilità sono molte, dipende solo dalle tue esigenze.
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