Il 17 aprile 2026 il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato le Linee Guida sull’uso dei tracking pixel nelle email. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 aprile, concedendo 6 mesi per adeguarsi (entro il 29 ottobre 2026).
Pixel di tracciamento: di cosa parliamo
Il pixel di tracciamento è un’immagine minuscola e trasparente inserita nel template di newsletter, DEM e automazioni. Quando il destinatario apre il messaggio e il client di posta carica le immagini, il pixel segnala l’apertura al mittente. A seconda della configurazione può registrare anche indirizzo IP, dispositivo, orario e numero di aperture. Sono dati utili per misurare le campagne. Il Garante però li considera un tracciamento che il destinatario non vede, e che quindi va dichiarato e, nella gran parte dei casi di marketing, autorizzato.
Cosa cambia con le nuove Linee Guida
Il principio è lo stesso dei cookie. Se il pixel misura il comportamento del singolo destinatario, per valutare le performance di una campagna, regolare la frequenza degli invii o costruire profili, serve un consenso preventivo.
Il consenso non è richiesto in alcuni casi indicati dal Garante: la misurazione statistica del tasso di apertura complessivo, con dati anonimizzati e un pixel uguale per tutti i destinatari della stessa campagna; i messaggi legati alla sicurezza dell’account, come attivazioni o cambio password; le comunicazioni di servizio che il mittente è tenuto per legge a inviare.
L’obbligo di informare i destinatari che le email contengono strumenti di tracciamento vale sempre, qualunque sia il tipo di messaggio.
Obbligo di due consensi distinti
In via cautelativa e per ridurre al minimo i rischi legali, l’informativa dovrà essere aggiornata e dovranno sempre essere previsti due consensi distinti: uno per l’invio delle comunicazioni (es. newsletter) e uno specifico per le finalità di tracciamento mediante tracking pixel. Non è quindi sufficiente un consenso unico, ma il tracciamento richiede un’accettazione separata e facoltativa.
Nuovi contatti e database esistente
Per i nuovi iscritti il consenso va chiesto quando si raccoglie l’indirizzo email, con un’informativa comprensibile già nel form che preveda le due spunte separate. Chi rifiuta il tracciamento continua a ricevere le email, senza pixel.
Per i contatti già in database (o comunque precedenti all’implementazione della spunta per il tracciamento), questi devono essere considerati privi di consenso. È pertanto necessario procedere alla disattivazione dei tracking pixel per tali utenti fino alla corretta raccolta del relativo consenso (opt-in). Sarà necessario invitare gli utenti, tramite apposita comunicazione, ad aggiornare le proprie preferenze.
Una revoca a due livelli
In ogni email deve esserci un link o un’area dedicata in cui il destinatario possa scegliere se smettere di ricevere comunicazioni oppure continuare a riceverle senza essere tracciato. Rifiutare il tracciamento non deve comportare alcuna limitazione del servizio. Tutte le scelte vanno registrate, perché in caso di contestazione è l’azienda a doverle dimostrare.
Cosa fare adesso: riepilogo
L’adeguamento riguarda due livelli: i form di raccolta dei contatti sul sito e la piattaforma di invio delle email.
Sul sito
Oltre alle consuete spunte per Privacy Policy e Email Marketing, il form deve informare in modo chiaro che le email contengono strumenti di tracciamento.
- È obbligatorio inserire 2 opt-in distinti: uno per l’accettazione della privacy/ricezione newsletter (obbligatorio per il servizio) e uno per accettare di essere tracciati tramite pixel (facoltativo).
- L’utente deve poter iscriversi alla newsletter senza accettare il tracciamento individuale di aperture e clic. L’intervento riguarda sia i siti esistenti, che vanno aggiornati, sia i nuovi progetti, dove questo standard va previsto da subito. L’informativa privacy va rivista con il supporto del proprio DPO o consulente legale.
Sulla piattaforma di invio
- Se l’utente ha dato il consenso (spunta dedicata al tracciamento), la piattaforma attiva il pixel e rileva l’apertura del singolo contatto.
- Se l’utente non ha dato il consenso o lo revoca, la piattaforma deve smettere di tracciarlo individualmente, disattivando il pixel per quel contatto o anonimizzandone le interazioni, a seconda delle funzioni disponibili.
- Nel footer di ogni email va inserito un link che permetta di disattivare il solo tracciamento, senza doversi disiscrivere dalla newsletter.
- Le scelte vanno registrate con il loro storico, per poterle dimostrare in caso di contestazione.
- Per i contatti già in database, il tracciamento va temporaneamente disattivato. I successivi invii andranno utilizzati per richiedere agli iscritti l’aggiornamento delle loro preferenze per raccogliere il consenso esplicito al tracciamento.
Le piattaforme di email marketing si stanno adeguando con tempi e soluzioni diverse: alcune gestiscono già il consenso per singolo contatto, altre solo per campagna o per account, altre stanno ancora rilasciando le funzioni necessarie. La verifica va fatta caso per caso, sugli strumenti effettivamente in uso.
Il tuo team di riferimento NUZO è a disposizione per analizzare le configurazioni attuali e pianificare gli interventi necessari, con il supporto del tuo DPO o consulente legale.